Novembre 2005

L’antico sito minerario di Mons Smaragdus,
l’unica fonte di autentici smeraldi (berillo) conosciuta nell’Impero
Romano, situato nell’Eastern Desert d’Egitto, è oggi compreso
entro il Wadi Gimal National Park, un parco naturale di recente
istituzione. Citato da Strabone, Plinio il Vecchio, Tolomeo e
fonti successive, il sito di Mons Smaragdus è famoso da sempre.
Fino al 1997, tempo della nostra prima visita in Wadi Gimal, la
regione a sud di Marsa Alam si poteva visitare solo con permessi
militari. A sud del paesino di pescatori di Marsa Alam, allora
poverissimo e dotato di una sola struttura ricettiva, una baracca
dello Shooting Club del Cairo, non si poteva proprio
andare. La costa era presidiata in modo pressoché continuo dai
militari. Il viaggio dal Cairo o da Hurgada (sede dell’aeroporto
più vicino) era faticoso e lungo.

Nel 2005 la realtà si presenta completamente
differente. A Marsa Alam ora esiste un moderno aeroporto
internazionale costruito per portare migliaia di turisti verso i
nuovi alberghi costruiti lungo la costa che sta vivendo un boom
edilizio simile a quello che ha portato alla completa
obliterazione di quello che un tempo erano i deserti costieri del
settore settentrionale del Mar Rosso e Penisola del Sinai. Voli
diretti collegano Milano a Marsa Alam, località che tutti i
vacanzieri italiani hanno sentito nominare e molti già conoscono
di persona.
Del Parco Nazionale di Wadi Gimal ancora pochi hanno invece
sentito parlare. Le porte del parco, ispirate alle architetture
dei villaggi minerari romani, si trova sulla strada costiera a due
passi dal villaggio turistico di Sham Alam. Dall'altro lato della
strada, vicino alle strutture del diving club di Sham Alam sono
situati gli uffici amministrativi del parco.
La regione corrispondente al bacino idrografico di Wadi Gimal è
effettivamente importante poichè si tratta di uno dei più vasti
bacini del Eastern Desert egiziano. Per la sua posizione
relativamente meridionale esso riceve piogge primaverili quasi
ogni anno. L'angolo SE d'Egitto è infatti soggetto a deboli
influenze monsoniche. L'area del bacino fa sì che lo scorrimento
in superficie sia occasionalmente possibile e che talvolta si
verifichino delle piene catastrofiche. Di conseguenza esiste acqua
a poca profondità dalla superficie e la vegetazione sia
abbondante, in comparazione agli altri wadi tributari del Mar
Rosso, e soprattutto verde e viva. Ciò fa sì che Wadi Gimal
ospiti molte specie di animali ed una gran varietà di uccelli. E'
forse uno dei luoghi in Egitto dove è più facile avvistare
gazzelle.
Un attento turista ha annotato nel libro dei visitatori del Shams
Alam Hotel: 4 Aprile 2005, giorno di pioggia!

Tuttavia, in Terramata, non si
pretende né di presentare le ricchezze naturali del parco su cui
si potranno avere spiegazioni dal Centro Visitatori o dalle guide
beduine che operano nell'area.
Non si pretende neanche di descrivere i siti archeologici romani
legati all'estrazione degli smeraldi od all'antica pista che
collegava Berenice a Coptos, la moderna Qena. Per chi è
effettivamente interessato ad approfondire gli aspetti
archeologici si rimanda al'articolo apparso sul The
Sahara Journal numero 15 del 2004 a cura di Sidebotham et al.
Questo articolo, molto dettagliato, descrive i risultati di una
moderna campagna di rilevamento dei siti antichi ed i rinvenimenti
dei primi scavi sistematici.
Vogliamo soltanto illustrare alcune delle immagini raccolte
durante il fortunato giro ad anello che abbiamo fatto nel parco
durante il Novembre 2005. Fortunato per davvero: attualmente senza
permessi speciali non si può più percorrere Wadi Gimal in
fuoristrada.

Rispetto al 1997, anche i dispositivi GPS
sono migliorati. Ora è possibile creare e caricare mappe
vettoriali. Coi dati SRTM abbiamo elaborato una mappa della
regione poi caricata su un GPS cartografico Etrex. Tempo
dell'operazione: circa mezz'ora. Inutile dire che mappe precise di
questa area esistono ma per un turista sono difficili da ottenere.
I dati SRTM sono gratuiti, precisi seppur con limitazioni nella
risoluzione che non consente di superare la qualità insita in una
mappa fotorestituita 1:50.000. Anche i software che permettono di
creare queste mappe (fGIS e Mapedit) sono gratuiti o quasi,
liberamente scaricabili da Internet.