La Caverna Foggini
Uno spettacolare sito d'arte rupestre nel Gilf Kebir, Egitto


Impressioni disordinate di una visita effettuata nel Novembre 2003

The Foggini Cave
Una volta ricoperta da centinaia di pitture

La caverna Foggini Cave fu scoperta nel maggio 2002 da Jacopo e Massimo Foggini durante un giro turistico nel Gilf Kebir guidato da Abdel Wahed della "Zarzora Expeditions", un'agenzia specializzata nel turismo del deserto. La nuova caverna ubicata sul versante meridionale del Gilf Kebir, non lontano dalla celebre Caverna dei Nuotatori, è letteralmente ricoperta da centinaia di dipinti ed è anche adornata da alcune delicate incisioni. La superficie decorata è di molti metri quadri: si tratta indubbiamente del più importante sito d'arte rupestre finora scoperto nella regione nel Deserto Occidentale Egiziano, ormai preso
d'assalto dal turismo organizzato. Per importanza della superficie dipinta il sito trova paragoni solo nel vicino massiccio sudanese del Gebel Uweinat. Tuttavia si tratta indubbiamente del prodotto di una cultura antica assai differente. I Foggini hanno soprannominato questa caverna, forse con poca immaginazione,  la "Cappella Sistina" della Preistoria e come tale viene ora propagandata turisticamente. La scoperta fu subito annunciata ai giornali ed alcune riviste molto popolari come  Airone, Gulliver e perfino Avventure nel Mondo hanno pubblicato bei resoconti fotografici rendendo la caverna familiare al grande pubblico anche se a tuttora manca uno studio scientifico serio che doveva essere prioritario. Forse era meglio se gli archeologi fossero arrivati sul sito prima dei turisti organizzati.
Malgrado le buone intenzioni l'ubicazione del sito non è rimasta segreta. Tutte le guide professionali sanno dove si trovi ed il giro economico generato è importante. Sono ormai tanti quelli che hanno visitato la nuova caverna. Benché riluttante, spinto da un giornalista desideroso di scrivere l'ennesima guida sul Deserto Occidentale, ho visitato la caverna. Inizialmente ho provato la sensazione di trovarmi in un posto già visitato centinaia di volte. Con più calma ho ammirato la ricchezza dei contenuti ed ho iniziato a cogliere fotografie in analogico e digitale. 

Two men acting as a Lion?
I così chiamati "leoni"

Oryx
Orici incisi con le impronte

Ora l'archivio di Terramata si è arricchito un tantino. In questa pagina vengono presentati alcuni particolari della caverna, non i più spettacolari o più interessanti dal punto di vista archeologico ma alcuni di quelli che più mi hanno colpito. La presenza nella Caverna Foggini degli setssi temi della Caverna dei Nuotatori è assolutamente ovvia solo che tutto è più abbondante e meglio preservato con molti soggetti in più su cui potranno essere scritti libri interi. Forse si trattò addirittura degli stessi artisti che trovarono in questa caverna un pannello di roccia 
particolarmente  bello ed esteso. Nella folla di pitture non emerge quindi una sola sagoma di felino ma tante. Sono diversi i "leoni senza testa" che si possono osservare. I nostri amici Beduini di Baharya ne sono stati impressionati e per questo motivo chiamano la caverna col nome di "Caverna dei Leoni". Foggini non lo conoscono e non possono accettare il nome di uno straniero, seppure scopritore, per qualcosa che si trova nel  loro Paese. In effetti sorge il dubbio che si tratti di "leoni"; uno di essi ha gambe umane e si direbbe che invece è una coppia di persone che recitano, coperti di un tessuto, la parte di un leone. Uno di questi leoni è poi fasciato da bande geometricamente ornate, esattamente come quello della vicina Caverna dei Nuotatori. Un rituale? Probabile: sono molto numerose le figure umane che sembrano colte in ritmi di danza. Oltre ai leoni sono assolutamente abbondanti le mani "in negativo". Dei diversi strati riconoscibili nella caverna le mani sembrano costituire il più antico: gli archeologi avranno un bel daffare nello svolgere l'intricata matassa semprechè si muovano in tempo, prima che il sito subisca il degrado del turismo di massa.
Il repertorio è così ricco che sicuramente anche gli "storici alternativi" troveranno qualcosa da dire. Centinaia di figurine umane dipinte in ocra scura, la testa stilizzata in un tondo (vietato dire "teste rotonde") apparentemente impegnate in ogni sorta di attività. Ibex, gazzelle, giraffe, struzzi ed altri animali che richiedo un'accurata identificazione sono ben riconoscibili fra le incisioni che costituiscono dei cicli sull'arco d'ingresso della caverna.

Countless Stencil Hands
Mani in negativo

Disfigured Bibendum
Uno sfigurato "Bibendum"

Colpiscono anche alcune figure antropomorfe inquietanti, con il torso sproporzionato e gonfiato; la postura è minacciosa. Ricordano "Bibendum" il personaggio della Michelen ed allo stesso tempo "l'uomo nero" che minaccia i bambini dagli angoli scuri delle case. La fotografia dimostra che questi personaggi, dopo essere stati raffigurati, sono stati ripetutamente colpiti con una pietra appuntita od un dardo. Forse è la migliore evidenza di un rito connesso all'arte rupestre preistorica che abbia mai visto. Forse non è corretto interpretare alcunché ma sono 
piuttosto sicuro che passerà un bel po' di tempo prima che si possa leggere qualcosa di divulgativo scritto da un archeologo serio, al di là degli articoli clamorosi con cui è stata presentata la grotta dai fortunati ed invidiabili scopritori. Vi è troppo da studiare e documentare. Questo è certo.
Oltre alla rappresentazione di uno specchio d'acqua, simbolizzato da una frattura, dove la gente si riflette, immagine già celebre, ho ripreso anche questo gruppo di persone in duplice fila, gambe divaricate, fila superiore a testa in giù. Cosa stanno facendo? Sono personaggi vivi o personaggi morti? Intanto che attendiamo la risposta di qualche superprofessionista dell'arte rupestre noi spensierati amatori possiamo divertirci e fantasticare. Se volete potete unirvi al gioco ed avanzare anche voi un'ipotesi. 

Countless Stencil Hands
Cosa fanno a testa in giù?

Men with an axe
Guerriero che brandisce un'ascia

Molto bello e plastico è il guerriero che brandisce il tomahawk: si trova giusto sul lato occidentale della caverna, sulla partete opposta all'accesso della caverna. Innumerevoli i "danzatori". Non dimenticate comunque di volgere gli occhi verso l'alto, sulle rocce esterne dove si trovano molte incisioni superbe per realismo di animali selvatici ed anche pitture evanescenti che mancando di naturale protezione hanno maggiormente subito gli effetti inesorabili del tempo.
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